Mi sento in affitto

Non riesco più a sentirmi a casa, da quando ho realizzato che il mondo è degli egoisti. Degli ipocriti. Di chi insegue e persegue l’interesse. Il mondo è dei falsi, dei fottuti narcisisti. È dei manipolatori. Di chi gonfia la propria diga e poi, salvatore dall’animo gentile, ti vende il bicchiere vuoto al giusto prezzo.

Sì, il mondo è tutto l(‘)oro.

E io cerco, leggo, chiedo, indago. Deve pur esserci qualcuno con cui dividere il prezzo per rimanere in affitto. E a volte lo trovo. E quelle volte capisco che io, un pezzo di mondo di proprietà, mica lo voglio. Preferisco condividere il posto letto con chi la pensa come me.

Sempre in affitto. Sempre libero. Sempre coerente a me stesso.

J

Ho un sassolino nella scarpa

Interrompo il lungo silenzio sul blog (non previsto eh, solo che non ho grandi cose da dire e tempo da dedicare, essendo in pieno trasloco… magari più avanti scriverò di questo) con un fugace consiglio di ascolto.

Ieri mi sono svegliato con in testa questa canzone e… niente, non se ne vuole andare. Ma io so perché.

Melodia e testo si aggrovigliano e si intrecciano perfettamente. Bravo il nostro Matthew Perryman Jones.

Matthew P. Jones – I can’t get you out of my mind

J

Selene

Ieri sera è apparsa una Luna meravigliosa, grande, nitida. Tanto bella che ho evitato di storpiarne la figura con una fotografia malriuscita, ché non ne avrebbe mai reso lo splendore.

Già, Luna, Selene. Splendore. Forse è un caso che sia apparsa proprio ieri, ma io al caso ho cominciato a credere poco.

E mentre io continuo a vaneggiare, lei se ne è andata. Ma tornerà, con altre forme e un’altra luce. Me lo ha promesso. Tornerà.

J

Quando il rock diventa stile di vita

Ognuno di noi ha – più o meno presente – un’anima rock, che a volte non si vuole o non si riesce ad esprimere.

Volete un esempio pratico? Presto fatto: il giorno del matrimonio.

Quello è il giorno della tradizione, delle usanze consolidate, degli usi e costumi che di generazione in generazione vengono tramandati e seguiti. A volte, magari, controvoglia.

MA…

…ma esiste un servizio che ribalta ogni regola, così che QUEL giorno gli sposi possano esprimere tutta la loro personalità ed avere la giornata perfetta senza rinunciare a nulla.

Rock Wedding Planner: a mio avviso, un colpo di genio! Se volete saperne di più trovate una simpatica intervista al link qui sotto…

http://www.rockmylife.it/2022/06/28/rock-wedding-planner-matrimonio/

E poi…

…e poi una sera esci tardissimo dalla sessione più triste di tutti gli allenamenti mai visti in una palestra, imprechi tra i denti perché la prima goccia di pioggia da settimane ha preso la laurea in matematica alla Normale di Pisa per calcolare esattamente il tempo di caduta sulla mia testa pelata e…

Continua a leggere “E poi…”

Ti vorrei dire

Vituos@Mente scrive poco. Certo, preferisce pensare a fondo prima di mettere nero su bianco i propri pensieri. Però lo fa molto bene. O, almeno, a me piace un sacco.

A volte capita che mi chieda di unire le idee, i momenti, le sensazioni e… ne escono incontri tipo questo qui sotto.

Continua a leggere “Ti vorrei dire”

È droga

Si insinua lento nelle vene

E sotto pelle scorre, impregna ogni cellula

Prende posto e ti possiede

Comanda ogni pensiero e ogni gesto e ogni parola

Sembra di non poterne fare a meno

Perché se manca, arrivano i sintomi dell’astinenza.

Contorce l’anima e irrora il corpo

Assopisce la ragione e risveglia l’istinto

Ti uccide e ti resuscita a suo piacimento

Come un Dio peccatore in superbia

Gioca e si diverte

Scavando solchi e costruendo ponti nella memoria.

È un gioco che tutti vogliamo giocare

Anche quando le possibilità di vittoria sono scarse

Perché è la sofferenza più dolce che l’uomo possa conoscere.

J

Il tuo ricordo

Eppure eri lì. Non ti ho vista, né sentita.

Eppure eri lì.

Tra miliardi di altri… seduta su quel sedile vuoto, come da promessa. Non importa chi occupasse lo spazio intorno a me, perché ero solo. Solo insieme alla musica e alle parole di quel ragazzo con gli occhiali.

Basta un cappello grigio a tesa stretta per nascondersi agli occhi della gente comune. Lo stesso cappello che mi avrebbe fatto brillare come… come una lucciola in mezzo a un blackout, agli occhi di qualcuno.

Le promesse vanno mantenute, e io sono solito farlo.

J

Piccolo pensiero mattutino

Provo sempre una sorta di timore reverenziale per chi sa leggermi dentro. Certo, io non faccio nulla per rendere il lavoro difficile: sono un libro aperto, scritto con il carattere 72, sottolineato ed evidenziato in giallo fosforescente. I miei occhi non mentono mai, a poker nemmeno provo a mischiare le carte e se solo provassi a dire una mezza bugia, comincerei a sudare come un ghiacciolo, in spiaggia, ad agosto.

Ora, essere così trasparenti è un problema serio, in particolare nella sfera sociale ed è facile intuirne il motivo. Troppo spesso non riesco a trattenere le smorfie di fastidio che mi proliferano sul volto e… ci sono occasioni nelle quali invece dovrei proprio evitare. Ma non lo faccio, non ci riesco proprio, e odio, odio, ODIO quando mi chiedono “va tutto bene?“, perché NO, cazzo, non va bene, in questo momento invece di essere qui davanti a te vorrei essere nell’altro emisfero terrestre! Ho smesso di trattenermi, di annuire e sorridere come un perfetto ipocrita e ho cominciato a dire – con i dovuti modi – ciò che sento. Sapete perché? Perché alla soglia (varcata ampiamente) dei 40 anni non ho più né voglia né tempo da perdere con chi mi reca fastidio, chi è arrogante, chi millanta, chi ‘dice di essere’. Basta così, grazie, ho già avuto la mia dose e per voi la presenza nella mia vita termina qui. E se, al contrario, dovesse invece comparirmi un sorriso sul volto, sarà un sorriso onesto e sincero che dice “benvenuto”, questo lo posso giurare su me stesso.

J