La metropolitana

Era un afoso martedì mattina di Luglio e nonostante l’estate imperasse, la metropolitana non si degnava di svuotarsi. Lasciati a casa gli studenti e gli impiegati in ferie, i vagoni si riempivano di turisti e di un bizzarro miscuglio di umanità in vena di shopping mattutino o in partenza per chissà quali mete turistiche, con le loro valigie piene di selfie da utilizzare di lì a poco.

L’effetto sardina sui mezzi pubblici in estate produce fastidio in maniera esponenziale, approfitto dell’occasione per ringraziare gli inventori del deodorante “più sudi, più sai di fresco”. Certo. Loro però la metropolitana a Luglio non la prendono.
Alla terza fermata il mio -già impalpabile- livello di sopportazione era scomparso, anzi, aveva subìto un effetto crisalide trasformandosi in odio puro verso l’umanità.
Fermata numero quattro, scendono tre sardine e ne salgono altre cinque, una si piazza di spalle davanti a me, è una donna alta e distinta, ben vestita e fortunatamente estimatrice dell’igiene personale e del deodorante “più ti lavi, poi ti profumi e POI sai di fresco”. Che fortuna!
Appena chiuse le porte, questa manna scesa dal cielo sposta delicatamente verso la schiena i capelli che le scivolavano sulle spalle e giù fino al seno, con un leggero colpo di mano che me li spara dritti in faccia. “Ok” penso “almeno profumano di ninfea blu” (no, non lo so quale profumo abbiano, l’ho trovato su google).
Prima della fermata numero cinque avevo mangiato almeno due etti delle sopracitate ninfee blu e, visto che già di mio sono solare come il Grinch ma al mattino assomiglio più a Charles Manson, mi sono permesso di toccarle la spalla e di chiederle “scusi signorina, potrebbe gentilmente evitare di lanciarmi i capelli in faccia ogni 15 secondi?”
Lei di tutta risposta si gira, mi guarda di traverso come se le avessi fatto una visita ginecologica indesiderata e mi risponde “guardi che io mi lavo i capelli tutte le mattine!”
Ecco il momento che aspettavo, il ghigno comparso sulla mia faccia era puro istinto e allo stesso tempo un preludio alla risposta che ne sarebbe seguita.
“Signorina, anche io mi faccio il bidet tutte le mattine, ma non per questo le sbatto le palle in faccia”
Fermata sei, si scende.

J

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