Siamo tutti casi umani

Quante volte abbiamo sentito dire, o ci siamo lamentati noi stessi, ‘ma tutti io li trovo i casi umani? ’ Scommetto molte.
La mia militaresca autocritica mi ha però portato a riflettere su chissà quante volte IO sia stato il caso umano di turno.

Siamo onesti, il nostro ego non ammetterà mai che siamo noi il problema, è molto più semplice scendere in picchiata sul/la malcapitato/a di turno e mitragliare come fossimo il Barone Rosso, soffermandoci sulle dita nel naso del proprio ex o sulla ragazza che faceva dormire il cane nel letto insieme a lei. Con voi dall’altra parte.
Io dico STOP all’ipocrisia, è giunta l’ora di sfoggiare -quasi- tutta la nostra onestà intellettuale ammesso che ancora esista, facendo mea culpa e ammettendo i propri peccati di superbia, espiandoli sulla pubblica piattaforma digitale.
Ognuno di noi è un caso umano UNICO, in fondo è una cosa positiva, non credete? Siamo esseri speciali, prodotti in singoli esemplari (esclusa qualche eccezione tipo i gemelli siamesi o le ‘sentinelle in piedi’, quelli vengono stampati in copia) che vagano nel mondo imbrattando la società con il proprio DNA disagiato, le proprie paturnie, psicosi, fastidiose abitudini, caratteri intrattabili. Pensate che qualcuno guarda addirittura le gare di equitazione in TV!

Essere un caso umano potrebbe, anzi, dovrebbe essere letto anche con un’accezione positiva. Se provaste a ricordare l’ultimo che vi è capitato, sono sicuro che trovereste un particolare che vi ha impressionato. In senso buono, intendo, perché quello era il vostro caso umano, vostro e di nessun altro.
Starete pensando “che culo, eh?!”. Esatto!
Mi sembra di vedervi mentre mi segnalate all’istituto di igiene mentale più vicino e capisco che la mia sia una teoria priva di alcun fondamento logico, digeribile come un panino ai trucioli di ferro MA sono convinto che in fondo a voi, tra la cistifellea e il pancreas, il vostro subconscio mi stia dando ragione.
Parafrasando una famosissima pubblicità mi piacerebbe lanciare lo slogan “che mondo sarebbe, senza casi umani?” oppure un modernissimo e modaiolo hashtag #siamotutticasiumani (che fa molto social), scommetto che -escludendo le sentinelle in piedi di cui sopra ma annettendo i gemelli siamesi- troverei un piccolo esercito di disadattati con abbastanza onestà intellettuale da ammettere ‘sì, lo sono!’

Come avrete capito mi piace cercare di cogliere il lato positivo in qualsiasi situazione, potrà sembrarvi masochismo imperante e invece vi garantisco che si tratta di un’ottima terapia di auto-aiuto. Sapete, noi casi umani in stato avanzato -o almeno quelli di noi coscienti di esserlo- ci proviamo ad essere migliori, studiamo, ci informiamo, analizziamo ogni dettaglio nel tentativo di risultare meno alieni, il problema è il nostro DNA che contiene il cromosoma del non farcela. Siamo vittime, non carnefici!

Chiudo facendo un caloroso appello alla vostra sensibilità: abbiate rispetto per i casi umani che incrociate nella vostra vita perché domani, dall’altra parte della barricata, potreste esserci voi.

J

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3 pensieri riguardo “Siamo tutti casi umani

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