Caligo

Amy non ricorda l’ultima volta che ha visto la luce del sole. Amy ha subito l’infezione della luce artificiale fino a vedere la propria anima trasformarsi lentamente in un surrogato di se stessa. Amy non è più in grado di amare.

Il ritmo circadiano pare solo un lontano, insignificante ricordo ovattato nel silenzio surreale che la accompagna da tanto, da troppo, un periodo così lungo che le riesce ormai difficile individuare il momento esatto in cui tutto è cominciato. Ora la notte e il giorno si confondono e perdono di senso, restando solamente due parole vuote che indicano gli estremi inermi di quella risorsa imprescindibile che per tutte le altre persone è il tempo.
Non confondetevi, non è il fato l’artista che ha dipinto questa immagine soffocante ma, al contrario, si tratta di una scelta ben precisa, una sua decisione presa in coscienza e -per quanto possa sembrarvi inammissibile- nel pieno della lucidità di una donna che ha cercato nella fioca solitudine la propria pace.

In passato non è sempre stato così, Amy amava accogliere il sole sulla propria pelle come le foglie che necessitano dei suoi raggi per svolgere il proprio compito, godeva della luce del giorno come un dono che pochi sanno apprezzare. Non conosceva incertezze né paure, era capace di una travolgente passione estrema così come poteva sfiorare delicatamente le anime che la circondavano, con sentimenti dal taglio netto tuttavia mai affilato.
Era l’isola che chiunque navighi alla deriva vorrebbe incontrare, lo so bene io, che sulle sue spiagge ho trovato riparo durante il naufragio più doloroso della mia vita, lì ho trovato conforto e cure, comprensione e pace, ho assaggiato la libertà e guarito i miei mali fino ad esserle riconoscente della mia stessa vita, per avermi insegnato ad amare la luce del sole.
Delle grandi passioni però occorre avere grande rispetto, perché esigono la giusta riverenza che richiede chi è in posizione dominante, mentre la pena per chi abusa della loro confidenza può essere severa all’inverosimile.

Era felice, Amy, lo era come io non riuscii mai ad imitare, nonostante mi sforzassi di apprendere da lei tutti i segreti che mi svelava di giorno in giorno, lungo il sentiero incontaminato che per la prima volta stavamo battendo insieme.
Continuava a danzare mentre io inciampavo in ogni asperità del terreno, fino a restare indietro di qualche passo, senza però avere il coraggio di richiamarla vicino a me disturbandone il volo. Il mio passo si fece sempre più incerto mentre Amy continuava a guardare dritta davanti a sé -accecata da quel sole che tanto amava e che le aveva mostrato la grazia e la magnificenza della vita- facendo sì che i pochi passi di distanza diventassero metri, e poi ancora una distanza che non sarei più riuscito a colmare, guardandola lentamente scomparire alla mia vista fino a non distinguerne la figura. Perdendola per sempre.
Quanto a me, non avrei mai più percepito lo stesso calore di quei giorni, mentre lei da allora non si diede pace e i suoi occhi divennero grigi e nebbiosi come il luogo in cui si rintanò, perdendo la cognizione del tempo e l’interesse per esso.

Amy non cercherà mai più la luce del sole, Amy non è più in grado di amare.

J

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12 pensieri riguardo “Caligo

    1. Per me non funziona esattamente così, sono dell’idea che a volte ci si perde e basta, magari cercando di imparare qualcosa altrimenti sarebbe tutto tempo perso.
      Per esempio si potrebbe imparare ad aiutare altri.

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      1. Perdersi… il mio tallone d’Achille. Dipende, in ogni caso “che cosa” e “chi”. A volte è persino una benedizione* .
        Se tutti imparassimo davvero ad aiutare gli altri, per il semplice e puro piacere di farlo, allora sì che la perdita acquisirebbe un senso positivo.

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      1. Ti capisco benissimo, perché ho fatto lo stesso con lo sport: quando ho capito che non avrei più potuto rendere ad alti livelli, piuttosto che diventare l’ombra di me stesso ho preferito smettere anch’io. Grazie mille per la risposta e per il follow (ricambiato)! 🙂

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          1. Ne ho recensite 2: Longmire e Blood Drive. Non potrebbero essere più diverse tra loro, ma sono entrambe di altissima qualità. Domenica al 99% pubblicherò una nuova recensione, in cui però parlo di un film: spero che sarà di tuo gradimento lo stesso! 🙂

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