Tattoo or not tattoo?

Se la memoria non mi inganna, penso di non aver mai parlato di tatuaggi su questo blog, eppure è uno dei macrocontinenti che compongono il mio mondo. Il mio primo incontro con l’arte del tattoo risale a tanti anni fa, ricordo ancora quanto tempo ho passato alla ricerca del soggetto giusto, della perfetta composizione del disegno, volevo fosse perfetto. Tanti anni dopo mi trovo ancora contento di averlo fatto e sono felice che mi accompagni ogni giorno.

“Bello il tattoo! cosa vuol dire?”
Non sono un tipo da dragone sul collo, ragnatele in faccia o fucili stilizzati in fronte, i soggetti dei miei -pochi- tatuaggi sono molto personali, da non ostentare. Ma nemmeno da nascondere. Non è semplice spiegare ‘perché’ o ‘cosa significa’, è semplicemente qualcosa che voglio tenere con me, sotto pelle, per tutta la vita.
A tal proposito, consiglio numero uno per il neofita: pensaci, pensaci e poi pensaci ancora, tanto un tattoo può essere un meraviglioso compagno di viaggio, tanto può trasformarsi in un inferno in caso di ripensamento. Poniti il quesito “esseppòi te ne penti?!?”.
Sappiate che la rimozione tramite laser prevede una serie di costosissime sedute -in cui la vostra epidermide verrà brasata- al termine delle quali ve ne andrete con una bella cicatrice biancastra delle dimensioni del tattoo.
Tornando al soggetto, sceglietene uno che abbia un significato per voi e non ve ne stancherete mai, non siete tenuti a dare spiegazioni. A meno che vi siate tatuati il nome del/la vostro/a ex, allora una spiegazione ce la dovete, eccòme.

“Dice mio cuggino che mi fa il tatuaggio e si prende poco”

-Sottotitolo: volevo una tigre, ora ho un gatto spelacchiato-
Un altro fattore importante in tema di tatuaggi è quello economico, tatuarsi costa e non poco, coprire un avambraccio in bianco e nero può costare tra i 300 e i 400 euro (in base all’onestà e al livello dell’artista), un simpatico cagnolino stilizzato, per un totale di minuti 20 di lavoro non vi costerà meno di 50/60 euro. E non parliamo dei colorati.
Detto questo, preparatevi a fare economia PRIMA di entrare in negozio, non dopo, perché potrebbe costarvi molto più caro.
Nonostante l’evoluzione continua di questo mondo, ci sono ancora alcuni ciarlatani improvvisati che lavorano male e a prezzi stracciati. Non fidatevi di questi loschi personaggi, rischiate di giocarvi la salute con una bella epatite per risparmiare la mirabolante cifra di 50 euro.
Ecco il consiglio numero due: rivolgetevi solo a uno studio di professionisti, non solo vi sapranno consigliare a 360° ma avrete anche la garanzia di strumenti monouso e sterilizzati e godrete anche del follow-up nel caso siano necessari ritocchi o aggiustamenti.
Non andate al risparmio, ne gioveranno la vostra salute e la qulità del lavoro.

“Fa male tatuarsi?”
La domanda che ogni persona tatuata si è sentita rivolgere almeno dieci volte. Diciamolo forte, tutti insieme. Tatuarsi fa male. Parecchio male.
Immaginate di avere un gatto che, preso dalla noia dopo essere uscito incolume dalla scatola di quel sadico di Shrödinger, pensi bene di rifarsi le unghie sul vostro bel corpicino. Ecco, il livello è più o meno questo.
Non voglio farla più tragica di qunto sia in realtà, milioni di persone sono tatuate e non ci sono mai stati morti da ago e inchiostro MA sappiate che si tratta di punte a multi ago che bucherellano la pelle, portando il colore in profondità. Proprio il solletico non fanno, ecco.
Ci sono zone del corpo più o meno sensibili, questo dipende dallo spessore e dalla sensibilità della pelle, dalla presenza di ossa o terminazioni nervose nelle vicinanze, per esempio la colonna vertebrale è un punto mediamente doloroso, mentre la spalla o le natiche provocheranno una sensazione più facilmente sopportabile.
Nel caso ve lo stiate chiedendo NNO, non ho le chiappe tatuate ma accetto volentieri vostre prove fotografiche.
Insomma, il dolore passa, il vostro nuovo tattoo resta e diventerà parte di voi giorno dopo giorno, purché ve ne prendiate cura almeno per il tempo della guarigione.

Per concludere, vorrei dire che capisco chi storce il naso davanti ad una persona con la pelle tutta colorata, è una passione non facile da comprendere ma sappiate che non siamo tutti dei drogati avanzi di galera, solitamente questi ultimi tendono più ad indossare cravatte che non tatuaggi.

J

14 pensieri riguardo “Tattoo or not tattoo?

  1. “sappiate che non siamo tutti dei drogati avanzi di galera, solitamente questi ultimi tendono più ad indossare cravatte che non tatuaggi”, su questo concordo pienamente!

    Io ci penso da una dozzina di anni ormai, ma non riesco mai a decidermi. Del soggetto sono sicura, a chi rivolgermi invece resta sempre un mistero nonostante abbia chiesto a mezzo mondo e ormai abbia una valanga di nomi consigliati. Lo penso sempre come un regalo per il mio compleanno (in inverno, quindi perfetto), ma poi mi blocco sempre. Una spintarella?

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    1. Anch’io preferisco i periodi freschi, le creme, le garze e il sudore possono essere fastidiosi.
      A volte bisogna concedersi una pazzia, no? Eddaaai!!! 😏
      Per la scelta valuta i lavori dell’artista, ogni professionista che si rispetti ha un book personale e -soprattutto- una specializzazione.
      Se è vero che quelli bravi sono in grado di fare tutto, è anche vero che il grafico avrà una mano diversa dal realista, per esempio. Oggi i tatuatori tendono a specializzarsi sul genere preferito, in maniera da garantire un risultato migliore.
      Il resto spetta a te, bianco e nero o colore, realista o stilizzato, acquerello o ritratto… l’importante è che mi fai sapere com’è finita!

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  2. Io per un annetto ci ho pensato ma non ero del tutto convinta, non volevo tatuarmi qualcosa che poi non mi avrebbe più rispecchiata… non sono pentita e sono ancora disposta a tatuarmi se dovesse arrivarmi la folgorazione. Ottimi consigli, avendo accompagnato molte amiche ho visto come lavorano quelli bravi

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    1. Il tatuaggio non esula dalle regole sociali, bisogna prendersi la responsabilità di ciò che si fa. Questo per il politicamente corretto, poi, in effetti, si vedono certe cose…

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