Bacco e Arianna

Cosa pensereste se vi dicessero che parole scritte da voi supereranno le insidie del tempo e arriveranno intonse cinque secoli più in là? Scommetto che a Lorenzo il Magnifico sarebbe venuta una sincope, quindi è un bene che non abbia saputo che la sua “Canzona di Bacco” è sopravvissuta a mezzo secolo di cambiamenti linguistici e lessicali, giungendo fino a noi con la stessa spinta che il suo autore le aveva impresso in origine. Anche l’aura del carpe diem è uscita fresca e immutata dal trascorrere del tempo.

Bacco e Arianna – Tiziano

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Quest’è Bacco ed Arianna,
belli, e l’un de l’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.

Queste ninfe hanno anco caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonon salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Mida vien dopo a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altro poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siàn, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch’a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

37 pensieri riguardo “Bacco e Arianna

  1. Secondo me se Il Magnifico non avesse scritto i versi “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza” la sua “Canzona di Bacco” non se la sarebbe filata nessuno nei secoli successivi. …Diciamo pure che ha (furbescamente?) scelto un ‘refrain’ già collaudato (e, infatti, mi sa che quello è l’unica cosa che della sua “Canzona” si ricorda e che viene ancora citata). 😉

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        1. Meno male 😁😁
          Comunque, davvero un post stupendo, corredato da bellissimi commenti 😊.
          I tuoi post sono tutti diversi e tutti molto stimolanti , e hanno fatto sì che si creasse proprio un bell’ambiente 😊

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  2. Buon giorno 🙂
    È vero, la lingua italiana, dai suoi esordi al momento attuale, si è evoluta assai meno di altre: come aveva osservato, fra gli altri, Umberto Eco, un nostro concittadino di cultura media è in grado di leggere i versi di Dante arrivando a comprenderne l’80% se non di più, mentre per esempio l’inglese di Shakespeare è quasi incomprensibile per gli anglofoni d’oggidì.
    E così, le rime del Magnifico non hanno perso la loro originaria freschezza nemmeno dopo mezzo millennio… 😉

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