Il millepiedi e il rospo

C’era una volta un millepiedi che era bravissimo a ballare con tutti i suoi mille piedi. Quando danzava, gli animali si radunavano nel bosco per ammirarlo e tutti erano molto impressionati dalla sua abilità. Ma c’era anche un animale cui non piaceva che il millepiedi ballasse. Era un rospo.

Come posso farlo smettere di ballare? Pensò il rospo. Non poteva certo dire che non gli piaceva il ballo e neanche che era più bravo del millepiedi: sarebbe stata una cosa assurda. Ma escogitò un piano diabolico. Scrisse una lettera al millepiedi:

‘O incomparabile millepiedi! Sono un devoto ammiratore della tua danza raffinata. Vorrei sapere come ti muovi quando balli. Sollevi prima la zampa sinistra numero 228 e poi quella destra numero 59? O cominci la danza sollevando la zampa destra numero 26 prima di quella numero 499? Attendo ansiosamente una risposta. Cordiali saluti, il rospo’.

Quando il millepiedi ricevette la lettera, cominciò a pensare a che cosa faceva quando ballava. Quale zampa sollevava per prima? E qual era la successiva? Come pensi che andò a finire?

Il millepiedi non ballò mai più.
Questo è quello che succede quando la fantasia viene soffocata dalla ragione.

– Tratto da “Il mondo di Sofia” di Jostein Gaarder