‘H & R’ e la gita in barca

Oggi, per combattere l’afa, i miei amici H & R hanno deciso di fare un giro in barca. Sempre che Horatio riesca a risolvere il suo piccolo problema.

***

– Abbiamo preso tutto?
– Penso di sì Ricardio, ma ho paura di rimettere piede su quella barca
– Come? Cosa ti spaventa Horatio? Non ti eccita l’idea di salpare verso il mare aperto?
– Oh sì, certo, l’idea di partire per una nuova avventura mi stuzzica ma…
– Di nuovo un MA. Sentiamo, quale MA mi propinerai questa volta?
– MA… ricordi l’ultima volta che abbiamo provato ad imbarcarci per un viaggio in acque sconosciute? Il mare sembrava così piatto e calmo, ci siamo fatti cullare dalle sue onde morbide per un tempo che mi è parso infinito. Eravamo talmente rilassati che ci siamo fatti cogliere di sorpresa dalla tempesta.
E se dovessimo incontrarne un’altra? E se la nave si ribaltasse? E se per caso NAUFRAGASSIMO e la nave andasse in pezzi?!
– Certo, sorvolando sul tuo ottimismo, anche questa è un’eventualità da prendere in considerazione. Non posso garantirti che non succederà Horatio, forse in tal caso basterà ricordare di non aggrapparsi al relitto, potrà sembrare la soluzione più sensata per rimanere a galla ma in realtà rischieremmo solo di essere trascinati a fondo
– Quindi, se anche quest’avventura dovesse finire in naufragio, cosa pensi dovremmo fare?
– Penso dovremmo imparare a nuotare per tornare a riva il prima possibile, poi da lì potremo ripartire per la prossima avventura
– Bene Ricardio, non sarà facile ma ci proveremo. Prepara il salvagente, si salpa.

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NoLo

Siamo lati opposti dello stesso specchio

Cuori terremotati dentro un letto sfatto

Pezzi di un bel sogno dentro al mio cassetto

Lucciole impazzite chiuse in un vasetto

Siamo stracci appesi ad asciugare al vento

Due protagonisti di un fotoromanzo

Siamo come briciole sul pavimento

Stanchi di cadere basta starsi accanto

Ci sono pensieri che non vogliono vivere

Restano in disparte e non disturbano mai

Guardano lontano e si chiedono come sarebbe

Se certe parole non fossero fuorilegge

Di certe emozioni si impregnano i muri

Tanto che non puoi ridipingerli più

Non capisco se è un decollo o un atterraggio

Ma a te basta volare e non guardare giù.

J

In sospensione

Curiosando e scartabellando nei blog che seguo, ho letto più volte di persone che odiano i puntini di sospensione al termine di un periodo. Ecco, io sono uno di quei personaggi che non sono in grado -o quanto meno a cui riesce davvero difficile- di mettere dei punti alla fine della frase. È una mia debolezza, lo so, però mi piace immaginare che ci sia sempre un prosieguo, un’evoluzione, magari uno sviluppo inaspettato…

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Hey, Negrita!

“Correva il lontano 1997…”

Sì, è d’obbligo iniziare così, con un richiamo a un periodo ormai lontano nel tempo.
La proposta per accompagnare questa calda giornata quasi ferragostana è ricaduta sull’intero album ‘XXX‘ dei Negrita, un lavoro che -oggi, dopo 22 anni- mi permetto di definire come “un sempreverde della musica italiana”.

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Io sono Ivan

Ciao, io sono Ivan e ho 27 anni, sempre vissuti sulla cresta dell’onda.

Sono Ivan, quello che tutti vogliono alle feste, il giullare, la mascotte.

Sono Ivan, fratello di Daniele che fa di tutto per essere come me, orgoglioso figlio di due genitori meravigliosi.

Sono quell’Ivan che un mattino, prima di uscire per andare al lavoro, si è addormentato sul divano con la sigaretta accesa.

Sono Ivan e quando torno ubriaco il sabato sera mi faccio rigorosamente scoprire dai miei genitori… e via con lo shampoo.

Sono Ivan e guai a chi mi tocca i Queen, la musica rock, il calcio. Ho ancora il mal di testa per i festeggiamenti del mondiale 2006.

Sono lo stesso Ivan che al receptionist dell’hotel in Grecia ha detto “The light is jumped. È saltata la luce in camera”.

Sono Ivan, un ragazzo di 27 anni con tanti amici, un lavoro, le vacanze da organizzare e pochi grilli per la testa.

Sono Ivan, che al futuro non guarda mai perché “bisogna vivere quello che si ha in questo momento”.

Sono Ivan e una notte di 12 anni fa ho lasciato i miei sogni e le mie speranze dentro la mia auto, insieme alle risposte che ancora oggi chiunque mi voglia bene sta cercando.

Sono Ivan e avrei avuto ancora tanto da dare e da ricevere, da fare e da provare.

Sono Ivan e sono certo di aver fatto del bene nella mia vita, perché gli amici mi portano sempre con loro, ovunque vadano.

Per Ivan – J

‘H & R’ e i vicini invadenti

Chi di noi non ha mai avuto questo genere di fastidiosi vicini? Spoiler: inutile cambiare casa

***

– Ricardio, è ora di andare a dormire
– Lo so Horatio, lo vorrei tanto anche io ma i vicini stanno ancora facendo festa
– Di nuovo! Stupidi Pensieri, quante notti di sonno dovranno ancora rovinarci? Proverò a mettere i tappi nelle orecchie…
– Inutile Horatio, ci ho già provato, più c’è silenzio e più il loro rumore si amplifica
– Allora proviamo a non dargli retta. Prima o poi si stancheranno, andranno a dormire e tornerà il silenzio
– Forse hai ragione, a volte basta armarsi di pazienza. Buonanotte Horatio
– Buonanotte Ricardio

Un giorno di ordinario thrilling

Vi capita mai di guardarvi intorno con aria sospettosa e chiedervi “forza, dove sono le telecamere?” A me capita spesso ma ieri mi è sembrato di vivere la sceneggiatura di un thriller dalla trama contorta e infinita, come quei film in cui ogni volta sembra di essere vicini alla soluzione… e poi cambia tutto, cadono tutte le teorie e si ricomincia da capo.

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