‘H & R’ e i drammi esistenziali

In questa calda estate ospiterò due nuovi amici che verranno a farmi compagnia ogni sabato, per fare due chiacchiere insieme. Chi di voi vorrà passare per un caffé, sarà il benvenuto

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– Horatio, cos’è quella faccia? Hanno cancellato la tua serie televisiva preferita?
– Ricardio, non è giornata per il sarcasmo
– Come siamo seri oggi. Posso sapere di cosa si tratta?
– Certo, è presto detto. Tra pochi giorni sarà il mio compleanno Ricardio, sto invecchiando, ecco cosa non va
– Oh, capisco. E allora dimmi, quale sarebbe la tua proposta? Perché io, di alternative all’invecchiare, ne conosco solamente una ed è tutto fuorché allettante
– Si tratta di una cosa seria Ricardio, sento il tempo scivolarmi addosso senza fermarsi, come fosse acqua, ho provato a raccoglierla ma continua a sfuggirmi tra le dita
– Io preferisco l’acqua corrente a quella stagnante. Dovresti rivedere le tue abitudini, Horatio
– Ma… ma prima o poi la scorta finirà e ho paura che per allora non avrò raggiunto gli obiettivi che mi sono posto
– Finirà, certo. Ognuno di noi ha a disposizione la propria scorta e nessuno può sapere in anticipo per quanto potrà goderne. Per questo dobbiamo approfittarne, rinfrescarci, dissetarci e sfruttarne ogni goccia
– Fino a qui ti ho seguito, ma con tutta quest’acqua, la bolletta chi la paga?
– In questo caso non bisogna essere tirchi, ci sarà sempre qualcuno con cui dividere il conto
– So che non dovrei ma questa volta mi fido di te, Ricardio
– Non so se sia un vero complimento, facciamo che lo prendo come tale

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Kristian Marr, il ‘Gentleman of the road’

A molti -quasi tutti- il nome del cantautore inglese Kristian Marr suonerà sconosciuto, se vi dicessi invece che è stato il chitarrista di una certa Amy Winehouse? Ma non solo.

Kristian si è presentato ai blocchi di partenza della sua carriera da solista con il primo singolo “Gentleman of the road“, brano di cui ho avuto la fortuna e il piacere di seguire la registrazione da posizione privilegiata. La produzione del brano e del video è stata affidata all’etichetta indipendente Fil1933, con la quale avevo avuto modo di collaborare in passato e allora… perché non approfittarne e insinuarsi di soppiatto?
La registrazione del brano è avvenuta negli studi de La maison de la Musique di Bergamo, sotto la sapiente direzione di Matteo de Napoli (ingegnere del suono che vanta collaborazioni con i mitici Abbey Road Studios di Londra) e nell’occasione sembra che Marr si sia innamorato di Bergamo e della sua pace cittadina.

Il primo singolo è una bomba e apre la strada, come già anticipato, al primo lavoro da solista del cantautore di Newcastle. L’album non è ancora pronto ma voci di corridoio dicono che al suo interno troveremo un brano inedito dal titolo “So strange, registrato insieme ad Amy Winehouse nei giorni precedenti alla sua scomparsa.

Video fact: l’attore che nel video interpreta il cantautore in età avanzata è il tastierista Titta Colleoni (negli anni passati pianista di musicisti del calibro di Bennato, Battiato, Area, Lucio Dalla e tanti altri). Ora Titta collabora con l’etichetta Fil1933 ed è ospite fisso sulle frequenze di ‘Radio Onda d’Urto’. Vi assicuro che un serata passata con Titta vale il prezzo delle birre che si farà offrire, fosse anche solo per gli aneddoti legati ai musicisti che ha conosciuto. Chiedetegli di Kurt Cobain!

L’anti-Food blogger

Chiedo scusa in anticipo se ledo la sensibilità di qualcuno di voi.
Non sono un amante dei food blogger. Non lo sono mai stato. Mai lo sarò.
Non parlo dei blog di cucina, io per food blogger intendo quelle persone che vorrebbero spiegare ai loro follower COS’È UN’INSALATA. Con 284 fotografie di un misto iceberg-carota-mais-pomodorini. Che sembra disegnata da Caravaggio in persona su un piatto di ceramica di Faenza ma sempre una stracacchio di insalata è!

Continua a leggere “L’anti-Food blogger”

Continuare a danzare, finché ci sarà musica

Murakami, lo scrittore che con le sue parole mi ha spinto più di chiunque altro a pormi domande e a viaggiare con il pensiero, la mia droga 2.0.
Un giorno scriverò di lui e di alcuni dei suoi libri che ho letto, nel frattempo vi lascio un assaggio del suo tatto e della sua fermezza.

“Quello che voglio dire è che una condizione del genere dopo un po’ diventa cronica. La ferita è riassorbita nella quotidianità e non ci si ricorda più dov’è. Ma rimane. Non è una cosa che si può tirare fuori e mostrare. Se si può, vuol dire che è una ferita da poco”.

Murakami Haruki – Dance Dance Dance

Però. C’è sempre un “però”

Quanto pesa un’assenza? Tanto, spesso più di una presenza.
Quanto grava un abbandono? Molto. Molto più di una scoperta.
Che valore diamo alla serenità quando è routine? Troppo poco, a rischio di sminuirla ed osservarla mentre lentamente svanisce davanti ai nostri occhi.
E se fosse tutto sbagliato? E se provassimo ad invertire i rapporti?

Perché crucciarsi di un’assenza quando abbiamo avuto la possibilità di godere di un contatto? Al netto del rancore e dell’egoismo dovremmo solamente ringraziare chi si è prestato a noi con buone intenzioni, per poi lasciare liberi di vivere. Credo sia uno degli insegnamenti del buddhismo, religione tanto affascinante quanto a me sconosciuta.
Rancore ed egoismo, insieme alla sorella ipocrisia, frutti nati dall’incontro tra odio e cupidigia, madre che ha dato vita anche ad altri, troppi, figli bastardi. Paura, rabbia, invidia, vendetta. Discendenza infame. Continua a leggere “Però. C’è sempre un “però””

Se potessi leggere

Se potessi leggere l’entusiasmo che evapora, come nube di minuscole particelle ghiacciate levate dal passo di un solitario orso polare

Se potessi leggere il vuoto dei gesti replicati. Replicanti. Infiniti. All’infinito.

Se potessi leggere dei passi che non lasciano traccia, quando si impara a non guardare indietro

Se potessi leggere la narcosi dell’anima e la sua caduta nel limbo dai colori e dai suoni ovattati

Se potessi leggere le immagini di momenti mai esistiti

Se potessi leggere i tatuaggi che animano le mie parole e parlano della mia anima

Se solo tu potessi leggere tutto questo, allora sarei con te e tu con me.

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