Bacco e Arianna

Cosa pensereste se vi dicessero che parole scritte da voi supereranno le insidie del tempo e arriveranno intonse cinque secoli più in là? Scommetto che a Lorenzo il Magnifico sarebbe venuta una sincope, quindi è un bene che non abbia saputo che la sua “Canzona di Bacco” è sopravvissuta a mezzo secolo di cambiamenti linguistici e lessicali, giungendo fino a noi con la stessa spinta che il suo autore le aveva impresso in origine. Anche l’aura del carpe diem è uscita fresca e immutata dal trascorrere del tempo.
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The New York lover

Quando penso ai personaggi cinicamente ironici del mondo dello spettacolo, lui è senza dubbio tra i primi che mi vengono in mente:

“Don’t knock masturbation.
It’s sex with someone you love.”

(Non sminuire la masturbazione.
È sesso con qualcuno che ami.)

Woody Allen

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Insegnamenti d’autore

Lo ammetto, il mio legame più stretto con una poesia non è una poesia.
Si tratta della prefazione di un grande autore ad un carteggio tra due scrittori tedeschi, pubblicato nel 1919. O almeno questo è ciò che diranno google e wikipedia ma a me non importa molto, ciò che conta sono i ricordi che mi porta questo aforisma:

Amare il mondo e la vita, amare anche sotto tortura, accogliere con gratitudine ogni raggio di sole e anche nel dolore non disimparare completamente il sorriso. Questo insegnamento di ogni autentica poesia non invecchierà mai ed oggi è più che mai necessario e benemerito.

H. Hesse

Murakami Haruki

Mi sono promesso più volte che avrei scritto un articolo su Murakami Haruki e, dopo tanto tempo, eccomi qui.
Perché proprio Murakami e non un altro autore? Perché nei suoi libri c’è realtà tangibile, gente che soffre, che prova sentimenti, che viene delusa. Non solo belle storie a lieto fine, c’è tutta l’inquietudine di questo mondo in un contrasto fortissimo con la pace che sembra emanare lo sfondo -quasi sempre- giapponese delle sue sceneggiature.
I suoi personaggi viaggiano, si confrontano con il mondo e lo osservano attentamente. Nel loro mondo vivono, tanto che potrebbero essere i nostri vicini di casa, potremmo addirittura essere noi. Io mi rivedo in alcuni dei suoi personaggi, anche in quelli un po’ mistici e solitamente più difficili da digerire per chi legge. Sì, alcune caratterizzazioni oscillano tra misticismo e aulicità, hanno un impatto molto forte sulle storie e per questo motivo tendono a forzare la scelta tra amore e odio.

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Melankoli

Edvard Munch – Melankoli

Edvard Munch è paura, psicosi, paranoia, panico. E Malinconia.
Il museo di Oslo a lui dedicato è un labirinto di inquietudine che culmina con la piccola stanza dedicata al famosissimo ‘Urlo’.

«La mia arte ha le sue radici nelle riflessioni sul perché non sono uguale agli altri… Sul perché sono stato gettato nel mondo senza poter scegliere… Qualche volta ho lasciato il sentiero per buttarmi nel vortice della vita. Ma sempre ho dovuto ritornare su questo sentiero, sul ciglio di un precipizio»

Edvard Munch

J. Constable

La cattedrale di Salisbury vista dai campi

John Constable, impressionista, paesaggista romantico, troppo spesso messo in ombra dalla personalità e dalla storia travagliata del suo collega contemporaneo e compatriota inglese J.M.W. Turner.
Concepibile, a un uomo che si chiama JosephMallordWilliam tutto è concesso.

Lo scoprii proprio in una mostra dedicata a Turner e gli impressionisti, la mia ignoranza totale in campo artistico mi è stata -una volta tanto- d’aiuto, facendomi godere dei quadri senza dare peso al nome dell’autore.
Mi innamorai subito di questo quadro, di cui il pittore dipinse più versioni in diversi periodi della sua vita: un primo schizzo, la versione commissionata dal vescovo di Salisbury e quella che vedete in foto, qualche anno dopo le prime.
Non so dire perché in mezzo a tutte le opere esposte mi colpì proprio quella, so solo che appena mi fu possibile andai a cercare informazioni, volevo saperne di più sull’artista e la sua opera. Trovai questo:

Il quadro fu dipinto nel 1829, un anno dopo la morte di sua moglie Maria, già malata, in seguito alla settima gravidanza. Constable era un uomo disperato ma lucido, non smise di produrre opere e decise di inserire in questo quadro -apparentemente solo bucolico- alcuni simboli a rappresentare il suo stato d’animo.

  • La cattedrale, simbolo religioso di fede e resurrezione
  • La tomba, in memoria della morte della moglie
  • Il pioppo, simbolo di vita
  • Grandi nubi scure che sembrano allontanarsi, simbolo della sua tempesta interiore
  • L’arcobaleno, simbolo di rinascita e di ottimismo

Constable con un pennello ed una tela ci invita a non desistere, ad accettare i momenti bui della vita ma senza arrendersi, lasciando sempre uno spiraglio alla speranza e all’ottimismo.
Da Constable penso avremmo tutti da imparare qualcosa.

J

Dubliners

Mentre attraversava il Grattan Bridge volse uno sguardo alle sponde più basse del fiume e provò un senso di pena per le povere case dalle facciate striminzite. Gli parevano un branco di vagabondi ammucchiati lungo le banchine del fiume, coi loro vecchi pastrani coperti di polvere e di fuliggine, che osservassero un po’ intontiti il tramonto sulla città, in attesa che venisse il primo freddo della notte per levarsi in piedi, scuotersi e rimettersi in cammino.

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Continuare a danzare, finché ci sarà musica

Murakami, lo scrittore che con le sue parole mi ha spinto più di chiunque altro a pormi domande e a viaggiare con il pensiero, la mia droga 2.0.
Un giorno scriverò di lui e di alcuni dei suoi libri che ho letto, nel frattempo vi lascio un assaggio del suo tatto e della sua fermezza.

“Quello che voglio dire è che una condizione del genere dopo un po’ diventa cronica. La ferita è riassorbita nella quotidianità e non ci si ricorda più dov’è. Ma rimane. Non è una cosa che si può tirare fuori e mostrare. Se si può, vuol dire che è una ferita da poco”.

Murakami Haruki – Dance Dance Dance

A lezione da Capote

“Oh, ma quanta energia consumiamo per nasconderci gli uni dagli altri, timorosi come siamo di essere identificati. Ma eccoci qui, identificati: cinque pazzi su un albero. Una gran fortuna, ma bisogna saperla sfruttare. Senza più crucciarci per il nostro aspetto esteriore, liberi di scoprire chi siamo in realtà”.

Truman Capote – L’arpa d’erba

Qui e ora

Che senso ha morire in corsia, con l’accompagnamento dei gemiti e dei rantoli dei malati inguaribili?

Non sarebbe meglio organizzare con quei ventisettemila rubli una bella festa e prendere del veleno, trasferirsi nell’altro mondo al suono della musica, circondato da belle ragazze ebbre e da amici scanzonati?

Michail Bulgakov – Il Maestro e Margherita

Immutabile natura umana

“Se avessi voluto aspettare che tutti fossero diventati intelligenti, sarebbe passato troppo tempo… Poi ho capito anche che questo momento non sarebbe arrivato mai, che gli uomini non cambieranno mai e che nessuno riuscirà a trasformarli e che tentar di migliorarli sarebbe fatica sprecata!”

Fëdor Michajlovič Dostoevskij – Delitto e castigo