In sospensione

Curiosando e scartabellando nei blog che seguo, ho letto più volte di persone che odiano i puntini di sospensione al termine di un periodo. Ecco, io sono uno di quei personaggi che non sono in grado -o quanto meno a cui riesce davvero difficile- di mettere dei punti alla fine della frase. È una mia debolezza, lo so, però mi piace immaginare che ci sia sempre un prosieguo, un’evoluzione, magari uno sviluppo inaspettato…

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Io sono Ivan

Ciao, io sono Ivan e ho 27 anni, sempre vissuti sulla cresta dell’onda.

Sono Ivan, quello che tutti vogliono alle feste, il giullare, la mascotte.

Sono Ivan, fratello di Daniele che fa di tutto per essere come me, orgoglioso figlio di due genitori meravigliosi.

Sono quell’Ivan che un mattino, prima di uscire per andare al lavoro, si è addormentato sul divano con la sigaretta accesa.

Sono Ivan e quando torno ubriaco il sabato sera mi faccio rigorosamente scoprire dai miei genitori… e via con lo shampoo.

Sono Ivan e guai a chi mi tocca i Queen, la musica rock, il calcio. Ho ancora il mal di testa per i festeggiamenti del mondiale 2006.

Sono lo stesso Ivan che al receptionist dell’hotel in Grecia ha detto “The light is jumped. È saltata la luce in camera”.

Sono Ivan, un ragazzo di 27 anni con tanti amici, un lavoro, le vacanze da organizzare e pochi grilli per la testa.

Sono Ivan, che al futuro non guarda mai perché “bisogna vivere quello che si ha in questo momento”.

Sono Ivan e una notte di 12 anni fa ho lasciato i miei sogni e le mie speranze dentro la mia auto, insieme alle risposte che ancora oggi chiunque mi voglia bene sta cercando.

Sono Ivan e avrei avuto ancora tanto da dare e da ricevere, da fare e da provare.

Sono Ivan e sono certo di aver fatto del bene nella mia vita, perché gli amici mi portano sempre con loro, ovunque vadano.

Per Ivan – J

Un giorno di ordinario thrilling

Vi capita mai di guardarvi intorno con aria sospettosa e chiedervi “forza, dove sono le telecamere?” A me capita spesso ma ieri mi è sembrato di vivere la sceneggiatura di un thriller dalla trama contorta e infinita, come quei film in cui ogni volta sembra di essere vicini alla soluzione… e poi cambia tutto, cadono tutte le teorie e si ricomincia da capo.

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L’anti-Food blogger

Chiedo scusa in anticipo se ledo la sensibilità di qualcuno di voi.
Non sono un amante dei food blogger. Non lo sono mai stato. Mai lo sarò.
Non parlo dei blog di cucina, io per food blogger intendo quelle persone che vorrebbero spiegare ai loro follower COS’È UN’INSALATA. Con 284 fotografie di un misto iceberg-carota-mais-pomodorini. Che sembra disegnata da Caravaggio in persona su un piatto di ceramica di Faenza ma sempre una stracacchio di insalata è!

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Però. C’è sempre un “però”

Quanto pesa un’assenza? Tanto, spesso più di una presenza.
Quanto grava un abbandono? Molto. Molto più di una scoperta.
Che valore diamo alla serenità quando è routine? Troppo poco, a rischio di sminuirla ed osservarla mentre lentamente svanisce davanti ai nostri occhi.
E se fosse tutto sbagliato? E se provassimo ad invertire i rapporti?

Perché crucciarsi di un’assenza quando abbiamo avuto la possibilità di godere di un contatto? Al netto del rancore e dell’egoismo dovremmo solamente ringraziare chi si è prestato a noi con buone intenzioni, per poi lasciare liberi di vivere. Credo sia uno degli insegnamenti del buddhismo, religione tanto affascinante quanto a me sconosciuta.
Rancore ed egoismo, insieme alla sorella ipocrisia, frutti nati dall’incontro tra odio e cupidigia, madre che ha dato vita anche ad altri, troppi, figli bastardi. Paura, rabbia, invidia, vendetta. Discendenza infame. Continua a leggere “Però. C’è sempre un “però””

Se potessi leggere

Se potessi leggere l’entusiasmo che evapora, come nube di minuscole particelle ghiacciate levate dal passo di un solitario orso polare

Se potessi leggere il vuoto dei gesti replicati. Replicanti. Infiniti. All’infinito.

Se potessi leggere dei passi che non lasciano traccia, quando si impara a non guardare indietro

Se potessi leggere la narcosi dell’anima e la sua caduta nel limbo dai colori e dai suoni ovattati

Se potessi leggere le immagini di momenti mai esistiti

Se potessi leggere i tatuaggi che animano le mie parole e parlano della mia anima

Se solo tu potessi leggere tutto questo, allora sarei con te e tu con me.

J

La Bionda

Il cervello umano è spesso paragonato ad una spugna per la sua capacità di assimilare, inglobare e trattenere informazioni. Io lo vedo più come un blocco di marmo che viene scolpito con fatica, giorno dopo giorno, dalle esperienze che viviamo. Alcune di queste linee vengono a loro volta modificate, rielaborate o addirittura eliminate con altrettanta fatica, altre restano invece indelebili e non erose dallo scorrere del tempo. Continua a leggere “La Bionda”