NoLo

Siamo lati opposti dello stesso specchio

Cuori terremotati dentro un letto sfatto

Pezzi di un bel sogno dentro al mio cassetto

Lucciole impazzite chiuse in un vasetto

Siamo stracci appesi ad asciugare al vento

Due protagonisti di un fotoromanzo

Siamo come briciole sul pavimento

Stanchi di cadere basta starsi accanto

Ci sono pensieri che non vogliono vivere

Restano in disparte e non disturbano mai

Guardano lontano e si chiedono come sarebbe

Se certe parole non fossero fuorilegge

Di certe emozioni si impregnano i muri

Tanto che non puoi ridipingerli più

Non capisco se è un decollo o un atterraggio

Ma a te basta volare e non guardare giù.

J

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Hey, Negrita!

“Correva il lontano 1997…”

Sì, è d’obbligo iniziare così, con un richiamo a un periodo ormai lontano nel tempo.
La proposta per accompagnare questa calda giornata quasi ferragostana è ricaduta sull’intero album ‘XXX‘ dei Negrita, un lavoro che -oggi, dopo 22 anni- mi permetto di definire come “un sempreverde della musica italiana”.

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Io sono Ivan

Ciao, io sono Ivan e ho 27 anni, sempre vissuti sulla cresta dell’onda.

Sono Ivan, quello che tutti vogliono alle feste, il giullare, la mascotte.

Sono Ivan, fratello di Daniele che fa di tutto per essere come me, orgoglioso figlio di due genitori meravigliosi.

Sono quell’Ivan che un mattino, prima di uscire per andare al lavoro, si è addormentato sul divano con la sigaretta accesa.

Sono Ivan e quando torno ubriaco il sabato sera mi faccio rigorosamente scoprire dai miei genitori… e via con lo shampoo.

Sono Ivan e guai a chi mi tocca i Queen, la musica rock, il calcio. Ho ancora il mal di testa per i festeggiamenti del mondiale 2006.

Sono lo stesso Ivan che al receptionist dell’hotel in Grecia ha detto “The light is jumped. È saltata la luce in camera”.

Sono Ivan, un ragazzo di 27 anni con tanti amici, un lavoro, le vacanze da organizzare e pochi grilli per la testa.

Sono Ivan, che al futuro non guarda mai perché “bisogna vivere quello che si ha in questo momento”.

Sono Ivan e una notte di 12 anni fa ho lasciato i miei sogni e le mie speranze dentro la mia auto, insieme alle risposte che ancora oggi chiunque mi voglia bene sta cercando.

Sono Ivan e avrei avuto ancora tanto da dare e da ricevere, da fare e da provare.

Sono Ivan e sono certo di aver fatto del bene nella mia vita, perché gli amici mi portano sempre con loro, ovunque vadano.

Per Ivan – J

Kristian Marr, il ‘Gentleman of the road’

A molti -quasi tutti- il nome del cantautore inglese Kristian Marr suonerà sconosciuto, se vi dicessi invece che è stato il chitarrista di una certa Amy Winehouse? Ma non solo.

Kristian si è presentato ai blocchi di partenza della sua carriera da solista con il primo singolo “Gentleman of the road“, brano di cui ho avuto la fortuna e il piacere di seguire la registrazione da posizione privilegiata. La produzione del brano e del video è stata affidata all’etichetta indipendente Fil1933, con la quale avevo avuto modo di collaborare in passato e allora… perché non approfittarne e insinuarsi di soppiatto?
La registrazione del brano è avvenuta negli studi de La maison de la Musique di Bergamo, sotto la sapiente direzione di Matteo de Napoli (ingegnere del suono che vanta collaborazioni con i mitici Abbey Road Studios di Londra) e nell’occasione sembra che Marr si sia innamorato di Bergamo e della sua pace cittadina.

Il primo singolo è una bomba e apre la strada, come già anticipato, al primo lavoro da solista del cantautore di Newcastle. L’album non è ancora pronto ma voci di corridoio dicono che al suo interno troveremo un brano inedito dal titolo “So strange, registrato insieme ad Amy Winehouse nei giorni precedenti alla sua scomparsa.

Video fact: l’attore che nel video interpreta il cantautore in età avanzata è il tastierista Titta Colleoni (negli anni passati pianista di musicisti del calibro di Bennato, Battiato, Area, Lucio Dalla e tanti altri). Ora Titta collabora con l’etichetta Fil1933 ed è ospite fisso sulle frequenze di ‘Radio Onda d’Urto’. Vi assicuro che un serata passata con Titta vale il prezzo delle birre che si farà offrire, fosse anche solo per gli aneddoti legati ai musicisti che ha conosciuto. Chiedetegli di Kurt Cobain!

Continuare a danzare, finché ci sarà musica

Murakami, lo scrittore che con le sue parole mi ha spinto più di chiunque altro a pormi domande e a viaggiare con il pensiero, la mia droga 2.0.
Un giorno scriverò di lui e di alcuni dei suoi libri che ho letto, nel frattempo vi lascio un assaggio del suo tatto e della sua fermezza.

“Quello che voglio dire è che una condizione del genere dopo un po’ diventa cronica. La ferita è riassorbita nella quotidianità e non ci si ricorda più dov’è. Ma rimane. Non è una cosa che si può tirare fuori e mostrare. Se si può, vuol dire che è una ferita da poco”.

Murakami Haruki – Dance Dance Dance

Woman

Non sono solito santificare la data dell’8 marzo come la giornata dedicata alle donne, tendenzialmente le rispetto ogni giorno come mi è stato insegnato dai miei genitori fin da piccolo, allo stesso tempo penso però che un omaggio a questi esseri tanto incomprensibili quanto essenziali non faccia male a nessuno. Continua a leggere “Woman”