Come il Tempo

Le lancette dell’orologio sono sempre in movimento e guardano sempre avanti.
Pur passando infinite volte nello stesso punto non saranno mai le stesse lancette, pensaci bene, avranno a carico un giro in più, un minuto, un’ora, un giorno.
Saranno sempre identiche ma sempre diverse e proiettate al futuro, non potranno mai essere un punto di riferimento perché sarebbero un perno fuggevole che si sbriciola di secondo in secondo.
Tic-tac, tic-tac, tic-tac.
Così dovresti comportarti tu, essere fuggevole, restare in movimento sempre, guardare avanti, oscillare tra un tic e un tac, dovresti imparare a rubare un respiro alla tormenta e a danzare nel fuoco.
Dovresti essere impetuosa come un mare in tempesta e impietosa, come il tempo che sfregia chiunque osi sfidarlo.
Dovresti abbandonare il tuo riparo di crisalide e sbocciare per l’essere stupendo che sei, è giunta l’ora per te di spiccare il volo e guardarci tutti dall’alto.
È giunta l’ora per noi di poterti ammirare ad ali spiegate, in tutta la tua imponenza.
In tutto il tuo dolore di donna.

 

J

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Incantevole

“Fuori è un mondo fragile
Ma tutto qui cade incantevole
Come quando resti con me”

Questa sera (notte?) tornando a casa, ho deciso di fare un dj set solo per me, rispolverando una manciata di pezzi che in qualche modo lego agli ‘anni ruggenti’ della mia gioventù. E così mentre guidavo, dalle casse è partita questa canzone che era finita nel dimenticatoio ma che tanti ricordi ha riportato a galla.
I Subsonica, band nata nella Torino operaia degli anni ’90, per la quale ho sempre provato sentimenti stridenti: l’odio per le cacofonie dei synth e l’amore per il loro presentarsi fuori dagli schemi fin dall’inizio. Alla fine ho fatto pace con i synth e le tastiere, tanto da comporre e suonare canzoni con un tastierista rumoroso al limite del fastidio, del quale però non riuscivamo a fare a meno.

Tornando ai nostri Subsonica, di brani degni di nota ne potrei citare tanti: Discolabirinto, Nuova ossessione, Aurora sogna, Tutti i miei sbagli (Sanremo 2000)… tutti molto curati nei suoni, mixati e masterizzati da personaggi di alto profilo MA la canzone che in quegli anni mi ha colpito di più è del 2005, il singolo dei Subsonica che ha avuto più successo in assoluto tratto dall’album Terrestre, si tratta di Incantevole.
Un testo così semplice e liscio che rasenta il geniale, un motivo elementare quanto basta a permeare il cranio e a fermarsi per ore, quasi indelebile.

Se leggera ti farai
io sarò vento
per darti il mio sostegno
senza fingere
se distanza ti farai
io sarò asfalto
impronta sui tuoi passi
senza stringere mai.

Se battaglia ti farai
io starò al fianco
per darti il mio sorriso
senza fingere
se dolore ti farai
io starò attento
a ricucire i tagli
senza stringere mai.

Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole
come quando resti con me
Fuori è un mondo fragile
ma tutto qui cade incantevole
come quando resti con me

Se innocenza ti farai
io sarò fango
che tenta la tua pelle
senza bruciare.
Se destino ti farai
io sarò pronto,
per tutto ciò che è stato,
a non rimpiangere mai.

Fuori è un giorno fragile
ma tutto qui cade incantevole
come quando resti con me
Fuori è un mondo fragile
ma tutto qui cade incantevole
come quando resti con me
Fuori è un giorno fragile
Fuori è un mondo fragile

Chiedo venia ma il video originale -girato a Praga, nulla di trascendentale- è irreperibile. Godetevi il testo!

Qui piove

Quando piove non hai molte scelte: esci e ti bagni, oppure ti siedi a guardare aspettando che finisca.
Prenditi il rischio ed esci, corri incontro ad ogni goccia e non pensare ai vestiti fradici.
Oppure resta in casa, seduta al caldo, sotto un tetto sicuro mentre fuori imperversa il temporale.
Però ti prego, non restare sulla soglia della porta con le mani intente ad aprire l’ombrello; in fondo, ti sto chiedendo di fare solo un passo.
In avanti o indietro.
Spetta solo a te decidere.

J

Con la musica nell’anima

Oggi va così, è stata una giornata votata alla musica e quindi mi sono detto: “perché non chiudere in bellezza?”
Sì, vorrei condividere con voi due tipi di bellezza, quella di una donna nel pieno della gioventù e contemporaneamente quella di un’artista che per la prima volta ha condiviso la sua voce e le sue parole, dando vita ad un disco che merita di essere ascoltato. Continua a leggere “Con la musica nell’anima”

Fingere

Fingi cordoglio, fingi sorrisi

Fingi che vada bene così

Fingi sicurezza, fingi che ti piaccia

Fingi che non importi

Fingi amore, fingi orgasmi

Fingi che ti interessi ancora

Fingi sincerità, fingi di dormire

Fingi che ti diverta

Fingi empatia, fingi serenità

Fingi che sia giusto

Fingi distacco, fingi disprezzo

Fingi che sia tutto vero.

J

NoLo

Siamo lati opposti dello stesso specchio

Cuori terremotati dentro un letto sfatto

Pezzi di un bel sogno dentro al mio cassetto

Lucciole impazzite chiuse in un vasetto

Siamo stracci appesi ad asciugare al vento

Due protagonisti di un fotoromanzo

Siamo come briciole sul pavimento

Stanchi di cadere basta starsi accanto

Ci sono pensieri che non vogliono vivere

Restano in disparte e non disturbano mai

Guardano lontano e si chiedono come sarebbe

Se certe parole non fossero fuorilegge

Di certe emozioni si impregnano i muri

Tanto che non puoi ridipingerli più

Non capisco se è un decollo o un atterraggio

Ma a te basta volare e non guardare giù.

J

Hey, Negrita!

“Correva il lontano 1997…”

Sì, è d’obbligo iniziare così, con un richiamo a un periodo ormai lontano nel tempo.
La proposta per accompagnare questa calda giornata quasi ferragostana è ricaduta sull’intero album ‘XXX‘ dei Negrita, un lavoro che -oggi, dopo 22 anni- mi permetto di definire come “un sempreverde della musica italiana”.

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